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Argomenti:   Africa (34)    In viaggio (10)  
Tags:  Karamoja     Uganda
 
Manuel Venerdì, 7 Marzo 2014

Ci chiamano "muzungo"

Da quando lavoro per la fondazione ho capito che la trasparenza ha un’importanza centrale nelle nostre attività. La rendicontazione, la verifica dei progetti sul luogo assieme alla raccolta di materiale fotografico e video sono importantissimi. 
Ci chiamano "muzungo"
 
 
 
È davvero emozionante visitare le scuole con tutti i bambini,  ci chiamano “muzungo”, “europeo”, e mentre lo dicono se la ridono. 
Questa volta i miei compagni di viaggio sono Daniel, il sommelier del La Perla, la sua ragazza Sandra e Luca e Marco, assolventi della scuola di documentario Zelig di Bolzano. Marco e Luca hanno messo a disposizione della fondazione il loro prezioso tempo per la produzione di un documentario. Partiamo il 19 settembre 2013 e dopo il lungo volo veniamo accolti a Kampala da Davide Franzi, coordinatore di tutti i progetti di ISP in Uganda. Davide fa questo mestiere ormai da molti anni e nella sua vita in giro per l’Africa ne ha passate di cotte e di crude. Dopo poche e brevi impressioni nella rumorosa, sovraffollata e caotica capitale proseguiamo il nostro viaggio per il Karamoja. È un viaggio interminabile di lunghe 8 ore su strada sterrata e solo percorribile con un Land Cruiser. Il Karamoja è una regione montuosa nel nord dell'Uganda. La descrivo come un posto da sogno in mezzo a migliaia di chilometri quadrati di savana africana. Incontriamo i volontari italiani Alessandro, Luana e Marco, assieme a loro visitiamo le scuole con i progetti conclusi e i progetti in corso. È davvero emozionante visitare le scuole con tutti i bambini,  ci chiamano “muzungo”, “europeo”, e mentre lo dicono se la ridono. 
Il tempo vola, anche in Karamoja, e così ci tocca ripartire in direzione sud per incontrare Hannington, il mentore della Ssezibwa Demonstration Farm, un’azienda agricola dimostrativa al sostegno della comunità, che si trova a Mukono, poco distante dalla capitale. In Uganda circa il 25-30% del cibo viene sprecato per la mancanza di metodi adeguati di conservazione. Assieme a Hannington la fondazione ha deciso di finanziare la costruzione di un silo per la conservazione  del raccolto. Durante la nostra visita i lavori della struttura stanno per essere terminati. Ora la comunità potrà usufruire del raccolto per tutto l’anno.

Anche a Mukono il tempo vola e ci tocca ripartire verso l’Italia. Torniamo arricchiti di un’esperienza di valore immenso ed ancora più consapevoli della nostra fortuna di poter vivere la vita che viviamo.
 
 
Ci chiamano "muzungo"
 
 
 
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