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Tags:  Progetto scolastico     Togo
 
Paolo Martedì, 10 Febbraio 2015

L'aiuto nel mondo, porta un nome

E poi ci sono io, che ho solo dato una semplice mano ad aiutare a costruire la nuova scuola ad Amakpape…
L'aiuto nel mondo, porta un nome
 
 
 
Ricordo ancora la fatica nel dover andare a raccogliere la sabbia al fiume, sotto un sole cocente ed un umidità massacrante. Ma la soddisfazione nel vedere tanti piccoli sorrisi al nostro ritorno alla missione non ha prezzo.
Il sorriso che mi ha accolto appena ho toccato terra in Togo, il sorriso che mi ha accompagnato per due settimane, il sorriso che mi è rimasto nel cuore una volta tornato. La gioia di un popolo semplice, povero, dignitoso.

Voglio iniziare così il mio racconto dell'Africa, parlano del Togo, ma soprattutto delle persone che mi hanno portato a passare una fantastica esperienza in terra Africana. E proprio a proposito di missione, vorrei dire due parole sui tanti missionari che ho incontrato, che mi hanno accolto, e che mi hanno aiutato a rendere meno traumatico l’incontro con un paese così diverso. Li vorrei ringraziare tanto per la loro testimonianza di vita, per il loro coraggio di rimanere con la gente, anche in situazioni difficili, per la loro capacità di amare, per il modo in cui parlano di queste persone, come se fossero i loro figli, per il loro entusiasmo nonostante le malattie, le incomprensioni e a volte l’esperienza spiacevole di sentirsi usati.

I volti di queste persone, portano un nome: Suor Patrizia, una suora tutto di un pezzo, forte e allo stesso tempo energica. Un manovale al servizio di Dio. Maristella, con la sua finezza ed eleganza, sempre pronta ad aiutare il prossimo, fino a portarsi allo sfinimento fisico, pur di riuscire a compiere i suoi obbiettivi. Federica, forse la persona con la quale ho legato di più, la persona che bastava uno sguardo per capirci al volo. Si vedeva che era guidata dal signore.... Bortolo, un Signore con la S maiuscola. Abbandona spesso e volentieri, la sua amata campagna Bresciana, per unirsi ad aiutare i poveri dell'Africa, terra che ama e che rispetta profondamente.

E poi ci sono io, che ho solo dato una semplice mano ad aiutare a costruire la nuova scuola ad Amakpape. Ricordo ancora la fatica nel dover andare a raccogliere la sabbia al fiume, sotto un sole cocente ed un umidità massacrante.
Ma la soddisfazione nel vedere tanti piccoli sorrisi al nostro ritorno alla missione non ha prezzo. Le mie giornate sono trascorse veloci e rapide come un fulmine, segnate da un duro lavoro, e spezzettate solo per andare a prendere qualche arnese che si necessitava in cantiere. Il momento che ricordo sempre volentieri, sono le domeniche. Tutti quanti ci ritrovavamo nella missione principale a Lomè.
La spiritualità, la faceva da padrone in quei momenti, le messe cantate, gridate, ballate, saranno sempre una cosa che mi porterò nel cuore.Il sorriso che mi ha accolto appena ho toccato terra in Togo, il sorriso che mi ha accompagnato per due settimane, il sorriso che mi è rimasto nel cuore una volta tornato. La gioia di un popolo semplice, povero, dignitoso.

Voglio iniziare così il mio racconto dell'Africa, parlano del Togo, ma soprattutto delle persone che mi hanno portato a passare una fantastica esperienza in terra Africana. E proprio a proposito di missione, vorrei dire due parole sui tanti missionari che ho incontrato, che mi hanno accolto, e che mi hanno aiutato a rendere meno traumatico l’incontro con un paese così diverso. Li vorrei ringraziare tanto per la loro testimonianza di vita, per il loro coraggio di rimanere con la gente, anche in situazioni difficili, per la loro capacità di amare, per il modo in cui parlano di queste persone, come se fossero i loro figli, per il loro entusiasmo nonostante le malattie, le incomprensioni e a volte l’esperienza spiacevole di sentirsi usati.

I volti di queste persone, portano un nome: Suor Patrizia, una suora tutto di un pezzo, forte e allo stesso tempo energica. Un manovale al servizio di Dio. Maristella, con la sua finezza ed eleganza, sempre pronta ad aiutare il prossimo, fino a portarsi allo sfinimento fisico, pur di riuscire a compiere i suoi obbiettivi. Federica, forse la persona con la quale ho legato di più, la persona che bastava uno sguardo per capirci al volo. Si vedeva che era guidata dal signore.... Bortolo, un Signore con la S maiuscola. Abbandona spesso e volentieri, la sua amata campagna Bresciana, per unirsi ad aiutare i poveri dell'Africa, terra che ama e che rispetta profondamente.

E poi ci sono io, che ho solo dato una semplice mano ad aiutare a costruire la nuova scuola ad Amakpape. Ricordo ancora la fatica nel dover andare a raccogliere la sabbia al fiume, sotto un sole cocente ed un umidità massacrante.
Ma la soddisfazione nel vedere tanti piccoli sorrisi al nostro ritorno alla missione non ha prezzo. Le mie giornate sono trascorse veloci e rapide come un fulmine, segnate da un duro lavoro, e spezzettate solo per andare a prendere qualche arnese che si necessitava in cantiere. Il momento che ricordo sempre volentieri, sono le domeniche. Tutti quanti ci ritrovavamo nella missione principale a Lomè.
La spiritualità, la faceva da padrone in quei momenti, le messe cantate, gridate, ballate, saranno sempre una cosa che mi porterò nel cuore.

di Paolo Baraldi

 
 
 
 
 

 
 
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