Cooking Class No Waste: quando il cibo recuperato diventa dono

C'è un momento, alla fine di ogni servizio in cucina, in cui ci si guarda intorno e si fa i conti con ciò che resta. E se invece di considerarli "avanzi" fossero un'opportunità per chi è più fragile?

 

C'è un momento, alla fine di ogni servizio in cucina, in cui ci si guarda intorno e si fa i conti con ciò che resta. Pane che non è arrivato in tavola. Verdure preparate con cura ma rimaste nel cassetto. Preparazioni che aspettavano il loro momento, ma quel momento non è arrivato.

Non sono scarti. Sono ingredienti di qualità, spesso frutto di ore di lavoro, che raccontano la stessa storia di eccellenza di tutto ciò che è stato servito. Eppure, troppo spesso, finiscono per essere considerati "avanzi".

E se invece fossero un'opportunità?

Un progetto che nasce da una visione

Cooking Class No Waste è il nostro modo di rispondere a questa domanda. Non è solo un'iniziativa contro lo spreco alimentare – sarebbe riduttivo. È un progetto che nasce dalla nuova strategia di Casa Costa Foundation ETS, quella che abbiamo chiamato Soil, Soul and Society, e che rappresenta il modo in cui vogliamo guardare al futuro del nostro lavoro sul territorio.

Soil – la terra, la responsabilità ambientale, l'economia circolare. Ridurre lo spreco non è un gesto simbolico: è riconoscere il valore di ogni ingrediente, della fatica che c'è dietro la sua produzione, delle risorse naturali che sono state necessarie per farlo arrivare fino a noi.

Soul – l'anima, la cultura, la formazione. Ogni cooking class è un momento di apprendimento collettivo, dove lo chef Simone Cantafio condivide con tutto lo staff di Casa Costa 1956 non solo tecniche di cucina anti-spreco, ma un modo diverso di guardare al cibo. È crescita personale e professionale insieme.

Society – la società, l'impatto sociale, il legame con chi vive accanto a noi. Tutto ciò che prepariamo durante le sessioni viene donato al Banco Alimentare di Badia "Bancarela dl Mangé", raggiungendo famiglie e persone del nostro territorio che ne hanno bisogno.

Come funziona (concretamente)

Durante la stagione invernale 2025-2026, organizziamo 4 cooking class pomeridiane alla Stüa de Michil. Ogni sessione dura circa 2 ore e si svolge il giorno prima della distribuzione al Banco Alimentare locale, ogni secondo mercoledì del mese.

Lo chef Simone guida i partecipanti – chiunque dello staff voglia esserci, da qualsiasi reparto – nella trasformazione delle eccedenze alimentari del ristorante. Pane che diventa base per canederli. Verdure che si trasformano in zuppe ricche e nutrienti. Preparazioni che trovano nuova vita in ricette della tradizione rivisitate con creatività.

Al termine di ogni sessione, tutto viene confezionato e consegnato alla Bancarela dl Mangé. Niente rimane. Tutto diventa dono.

Perché partire dalla Stüa de Michil

Abbiamo scelto di iniziare dalla Stüa non per caso. È il ristorante più rappresentativo di Casa Costa 1956, il luogo dove l'identità territoriale e l'innovazione culinaria si incontrano ogni giorno. Ma soprattutto, abbiamo trovato in Simone Cantafio non solo uno chef di straordinario talento, ma una persona che ha colto immediatamente il potenziale formativo ed educativo di questa iniziativa.

Quando gli abbiamo proposto il progetto, la sua risposta è stata immediata: "Facciamolo". Non servivano grandi discorsi. C'era la stessa visione, la stessa voglia di fare qualcosa che avesse senso oltre la cucina.

Cosa misureremo (perché i numeri contano)

Saremo precisi nel monitorare i risultati. Vogliamo sapere:

  • Quanti chilogrammi di eccedenze abbiamo recuperato
  • Quante persone hanno partecipato alle cooking class
  • Quanti pasti equivalenti abbiamo donato alla Bancarela
  • Quanto abbiamo ridotto lo spreco alimentare della Stüa

Ma i numeri da soli non bastano. Raccoglieremo anche feedback qualitativi: cosa hanno imparato i partecipanti, come si sono sentiti durante le sessioni, cosa pensa il Banco Alimentare delle preparazioni che riceve, che impatto ha avuto tutto questo sulla cultura aziendale di Casa Costa 1956.

Perché sì, crediamo che questo progetto possa contribuire a rafforzare quel senso di appartenenza e quei valori condivisi che rendono un'azienda non solo efficiente, ma anche umana.

Un pilota che guarda lontano

Chiamiamo questo progetto "pilota" non perché sia piccolo o provvisorio, ma perché vogliamo imparare. Vogliamo capire cosa funziona, dove possiamo migliorare, come rendere il modello ancora più efficace.

Se l'esperienza alla Stüa de Michil ci insegnerà quello che speriamo, il passo successivo sarà estendere il progetto agli altri punti di ristorazione di Casa Costa 1956. Creare un sistema integrato di recupero e valorizzazione delle eccedenze. Coinvolgere forse anche i fornitori locali. Sviluppare un programma formativo più ampio sulla sostenibilità alimentare.

Ma prima di guardare lontano, vogliamo fare bene questo primo passo.

Chi lavora con noi

Questo progetto esiste perché diverse persone e realtà hanno scelto di lavorare insieme:

  • Casa Costa Foundation ETS coordina l'iniziativa e tiene le fila di tutto
  • La Stüa de Michil by Simone Cantafio è il cuore operativo, dove tutto prende forma
  • Casa Costa 1956 mette a disposizione spazi, competenze e soprattutto le sue persone
  • Elide Mussner Pizzinini, Manager della Sostenibilità di Casa Costa 1956, garantisce che l'impatto sia misurato e allineato con gli obiettivi ambientali e sociali dell'azienda
  • Il Banco Alimentare di Badia "Bancarela dl Mangé" è il partner sociale che rende possibile l'impatto sul territorio

Ognuno con la sua responsabilità, ognuno con il suo contributo essenziale.

Più di un progetto contro lo spreco

Potremmo dire che Cooking Class No Waste è un'iniziativa di recupero alimentare. E lo è. Ma sarebbe limitante fermarsi lì.

È un modo per dimostrare che responsabilità ambientale, crescita delle persone e solidarietà verso la comunità non sono tre obiettivi separati da inseguire uno alla volta. Possono camminare insieme, rafforzarsi a vicenda, generare valore che va oltre la somma delle parti.

È un'occasione per lo staff di Casa Costa 1956 di mettersi alla prova in modo diverso, imparare qualcosa di nuovo, sentirsi parte di qualcosa che ha senso anche fuori dalle mura del proprio lavoro quotidiano.

È un gesto concreto verso le famiglie del territorio che attraversano momenti di difficoltà, fatto non di parole ma di cibo preparato con cura e competenza.

È, infine, un modo per noi di Casa Costa Foundation ETS di tradurre la strategia Soil, Soul and Society in azioni tangibili, misurabili, raccontabili.

Il primo appuntamento è mercoledì 17 dicembre 2025. Simone sarà lì, con le sue mani che conoscono la cucina e il suo entusiasmo per questa nuova avventura. Lo staff di Casa Costa 1956 sarà lì, pronto a imparare e condividere. Le eccedenze della Stüa saranno lì, in attesa di diventare qualcosa di nuovo.

E noi saremo lì a osservare, lavorare, documentare, imparare.

Perché ogni grande cambiamento inizia sempre con un primo passo concreto.

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