Regala una capra 2016, il report

L’obiettivo di questo progetto è di consegnare le capre alle famiglie scelte, capre che sono poi fonte di introito economico per la famiglia. Il progetto si è concluso con successo, 24 capre sono state consegnate e 8 famiglie selezionate, tutte di provenienza economica instabile e con difficoltà di guadagno. Le famiglie scelte vivono nella provincia di Bamyan, dove il responsabile del progetto continua a seguire le famiglie, monitorando l’andamento del progetto.

Grazie alle tre capre, ora la vita non sembra più così impossibile.
 

Nel corso del progetto abbiamo distribuito un totale di 24 capre in Bamyan, una delle province più remote dell’Afghanistan, dove gran parte delle persone vive di agricoltura e allevamento. I beneficiari del progetto non hanno opportunità di impiego o di attività di commercio, soprattutto le donne nella provincia di Bamyan sono molto svantaggiate. Ogni famiglia ha avuto 3 capre. Perché capre? Perché le capre sono più facili da tenere e sono “utilizzabili” in molti modi diversi. Gran parte delle famiglie in Afghanistan tiene capre per la produzione di latte e per la produzione di carne, per cui vengono macellati i capretti che risultano superflui all’allevamento. Il latte è una risorsa fondamentale di nutrimento per i bambini, con il latte si fa anche del formaggio che viene poi venduto a Kabul. I capretti possono essere venduti per ca. 7.000 afgani. La carne è la parte più costosa, la carne di capra è il tipo di carne più usata in Afghanistan: 1kg vale ca. 350 afgani (ca. 7 dollari). Un capretto di 1 anno pesa circa 12 chilogrammi, facendo guadagnare alla famiglia 5.000 afgani (su per giù 100 dollari), a sufficienza per riuscire a far fronte alle necessità famigliari per un mese. Alcune famiglie vendono anche la pelle e le corna delle capre, uso 

Le storie di alcune beneficiarie:

Gul Shah è una donna di 27 anni, con quattro figli di età diverse. Vive a Reghsad in Bamyan, in una casa di fango costruita insieme al padre e al marito. Ha una macchina da cucire, con cui riesce a guadagnare qualcosina con cui sfamare i quattro figli. Il marito è morto tre anni fa, durante un incidente in auto. Gul Shah è davvero felice di aver ricevuto tre capre, dice che così riuscirà a sfamare molto meglio la propria famiglia, per cui cambierà la vita.

Maryam ha 37 anni e vive con altre migliaia di povere famiglie in un’area montuosa di Kotale mamomarak, dove si soffre tanto il freddo durante l’inverno. Il marito è morto durante un attacco di asma qualche anno fa. Il figlio più giovane è nato 4 mesi dopo la morte del padre, ora ha sei anni. Maryam lavora come badante in una clinica in Bamyan, dove guadagna 2400 afghani (30 euro) al mese, neanche a sufficienza per acquistare il pane per la famiglia. Ora, con grazie alle tre capre, si apre un nuovo capitolo nella storia della famiglia; i bambini hanno latte da bere, e una parte può essere venduta per trarne un po’ di guadagno.

Zakira ha 40 anni, vive a Folady in Bamyan. Il marito è morto nel 2015 e ora deve occuparsi da sola dei cinque figli. Lavora come aiuto nei campi durante la primavera e l’estate, in inverno lavora come donna delle pulizie, essendo così via da casa per tutta la giornata.

Sangi Bibi, 50 anni, di Waras in Bamyan. Ha 8 figlie e un figlio. La più vecchia lavora fuori casa, guadagnando qualcosa per la famiglia, l’unico introito a cui può fare affidamento per pagare l’affitto, il cibo, i vestiti e le spese. Grazie alle tre capre, ora la vita non sembra più così impossibile.

Nazo Bibi, 30 anni, vive con 5 figli e un marito malato. L’unica proprietà che hanno è una piccola parte di terreno coltivabile, dove lavora dalla mattina alla sera per sfamare la famiglia. Purtroppo questo non è abbastanza per sfamarli tutti e per far fronte alle necessità elementari. Ora con le capre, saranno in grado di stabilizzare la propria situazione economica.

Zarmina ha sei figli, due femmine e 4 maschi. Ora, a 37 anni, lavora come donna delle pulizie. Il marito è morto dieci anni fa. Ogni giorno lava 10 vestiti per le famiglie vicine, lavoretto con cui riesce a guadagnare qualcosina. Dice: “Ero davvero disperata, pensando a come sopravvivere l’inverno, ora con le tre capre, ho una risorsa in più, che mi alleggerisce il carico e fa sì che io possa sfamare i miei figli.”

Budget del progetto: 4.650 euro, raccolti con l'azione natalizia "Regala un sorriso"

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