Radici di Speranza a Nakiloro
Un progetto di sviluppo integrato realizzato nella regione del Karamoja, Uganda, che ha portato nuove aule, latrine, acqua e un orto scolastico a 655 studenti della Scuola Primaria Comunitaria di Nakiloro.
Come è nato il progetto
Nel distretto di Moroto, regione del Karamoja in Uganda, centinaia di bambini seguivano le lezioni all'aperto. Quando pioveva - e in quella zona piove forte tra giugno e ottobre - la scuola si fermava. Quando soffiava il vento o il sole picchiava troppo forte, imparare diventava impossibile. Molti bambini non frequentavano affatto, finendo a lavorare nelle vicine miniere di minerali.
La Scuola Primaria Comunitaria di Nakiloro aveva solo tre aule per centinaia di studenti. Non c'erano latrine, non c'era modo di lavarsi le mani, non c'era acqua corrente. I bambini praticavano la defecazione all'aperto. Il cortile era sporco. Non esisteva un orto per integrare i pasti.
Da qui è nato "Radici di Speranza a Nakiloro", un progetto realizzato da Costa Family Foundation insieme al partner locale Insieme si può (ISP) in Africa, con il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano.
Cosa abbiamo fatto
Nuove aule per imparare al riparo
Abbiamo costruito un padiglione con due aule nuove, solide, che proteggono dalla pioggia e dal sole. I lavori sono durati da febbraio a giugno 2025: fondamenta, muri, tetto, porte, finestre, intonaco, pittura. Tutto verificato dall'Ingegnere Distrettuale che ha rilasciato il certificato di agibilità a luglio.
Insieme alle aule abbiamo portato 42 banchi nuovi, 2 cattedre e 2 librerie. Prima del nostro intervento frequentavano la scuola 130 studenti. Nel terzo trimestre 2025 la media è salita a 359 studenti frequentanti, su 434 iscrizioni totali. Quasi il triplo. Non si fanno più lezioni all'aperto.
Latrine, acqua e igiene
Abbiamo costruito un blocco di latrine con quattro stanze: due per i maschi, due per le femmine. Abbiamo installato un sistema di raccolta dell'acqua piovana con cisterna da 5.000 litri. Abbiamo portato sei postazioni lavamani mobili con secchi e sapone, posizionate nei punti strategici: vicino alle latrine, fuori dalle aule, accanto alla cucina.
Ma le strutture da sole non bastano. Abbiamo organizzato tre sessioni di formazione WASH (Water, Sanitation, Hygiene) coinvolgendo 126 studenti delle classi prime, seconde, terze e quarte, più gli insegnanti. Il formatore ha usato la metodologia CHAST: giochi, bambole di stoffa, immagini colorate, discussioni partecipate.
Prima delle formazioni, solo il 25% circa degli studenti dichiarava di usare le latrine. Alla fine, tutti avevano capito l'importanza delle pratiche igieniche. È nato il Club WASH della scuola con 40 studenti membri. Ora c'è un calendario di pulizia, le latrine vengono usate correttamente, le postazioni lavamani funzionano.
Orto, alberi e sicurezza alimentare
Abbiamo consegnato semi di ortaggi: pomodori, cavolo a foglia, spinaci, melanzane, cipolle, peperoni. Abbiamo portato 49 alberi da frutto tra mango, limoni, papaya, avocado. E 156 alberi per la riforestazione: acacia, grevillea, neem indiano, teak. Più tutti gli attrezzi necessari.
L'agronomo di ISP ha formato gli studenti su come piantare alberi e creare un orto. I ragazzi hanno piantato 205 alberi in posizione strategica: creeranno una barriera contro il vento, miglioreranno la fertilità del suolo, integreranno la dieta. Hanno creato due letti di semina e piantato ortaggi.
Già a novembre 2025, dopo pochi mesi, l'orto aveva prodotto 16,2 kg di cavolo a foglia e 7,8 kg di spinaci, utilizzati per preparare i pasti. Le conoscenze tecniche sono state misurate: le risposte corrette sono passate dal 73% al 99,79% dopo le formazioni e gli incontri di ripasso.
Gli imprevisti
Lo sciopero degli insegnanti ha tenuto chiuse le scuole per otto settimane consecutive tra agosto e ottobre. Otto settimane in cui l'orto appena piantato rischiava di seccare. Fortunatamente, il corpo insegnante è riuscito a mobilitare alcuni membri della comunità per continuare a prendersi cura delle piante.
I numeri del cambiamento
- 655 studenti beneficiari
- 2 aule nuove
- 42 banchi
- 2 cattedre
- 2 librerie
- 4 latrine
- 1 sistema di raccolta acqua da 5.000 litri
- 6 postazioni lavamani
- 126 studenti formati sulle pratiche WASH
- 205 alberi piantati
- 24 kg di ortaggi prodotti nei primi mesi
- Frequenza scolastica quasi triplicata: da 130 a 359 studenti
Sostenibilità
Le strutture sono state cedute alla scuola, che le gestirà insieme alla Sottocontea e al Provveditorato. Il preside ha istituito turni di pulizia che coinvolgono gli studenti. La scuola ha assunto una guardia notturna per proteggere gli edifici.
L'orto continuerà a produrre: gli studenti sanno come prendersene cura. Le competenze acquisite verranno probabilmente replicate anche negli orti familiari, moltiplicando l'impatto. Gli alberi cresceranno negli anni, migliorando la biodiversità, creando ombra, producendo frutti.
ISP in Africa continuerà a monitorare regolarmente anche dopo la conclusione formale del progetto. E c'è una notizia importante: la scuola di Nakiloro è stata inserita nella lista degli istituti candidati a diventare governativi. Se la richiesta verrà approvata, significherà supporto dal governo locale, più insegnanti, una recinzione, risorse per lo sviluppo futuro.
Un approccio olistico
Questo progetto funziona perché non ha affrontato un solo problema, ma li ha guardati tutti insieme. Non avrebbe senso costruire aule se i bambini si ammalano per mancanza di igiene. Non avrebbe senso insegnare l'igiene se non c'è acqua per lavarsi. Non avrebbe senso portare tutto questo se i bambini arrivano a scuola affamati.
Per questo abbiamo lavorato contemporaneamente su educazione, igiene e alimentazione. Per questo abbiamo formato studenti e insegnanti, non solo costruito muri. Per questo abbiamo scelto un partner locale che conosce il territorio, parla le lingue locali, sa come muoversi.
Il progetto ha coinvolto le autorità distrettuali fin dall'inizio. Ha coinvolto i genitori, i membri della comunità, il consiglio scolastico. Quando la comunità si sente parte del progetto, il progetto sopravvive e cresce anche quando noi non ci siamo più.
La cerimonia
Il 13 ottobre 2025 si è svolta la cerimonia di inaugurazione con studenti, insegnanti, genitori, il team di ISP, i rappresentanti delle autorità distrettuali, la delegazione italiana dell'Associazione Gruppi Insieme Si Può.
La scuola ha scritto una lettera di apprezzamento. Ma le parole che contano di più sono quelle silenziose: gli studenti che entrano nelle aule nuove la mattina, gli insegnanti che finalmente hanno uno spazio dignitoso, i bambini che si lavano le mani prima di mangiare senza che nessuno glielo dica, l'orto che continua a produrre.
Cosa abbiamo imparato
Che i progetti funzionano quando ascoltano i bisogni reali delle comunità, non quando impongono soluzioni dall'alto. Che la formazione è importante quanto le infrastrutture. Che il coinvolgimento delle autorità locali non è una formalità ma una necessità. Che serve pazienza, flessibilità, capacità di adattarsi senza perdere di vista l'obiettivo.
Abbiamo imparato che la Provincia Autonoma di Bolzano, con il suo sostegno alla cooperazione internazionale, permette a piccole fondazioni come la nostra di realizzare progetti concreti che cambiano davvero la vita delle persone.
E abbiamo imparato che i progetti migliori sono quelli che, una volta finiti, continuano da soli. Perché la comunità li ha fatti propri. Perché gli studenti sanno prendersi cura dell'orto. Perché le latrine vengono pulite senza che nessuno lo imponga. Perché quegli alberi continueranno a crescere per anni, e nessuno di noi sarà lì a vederli diventare grandi, ma non importa: cresceranno comunque.