Nepal: chi sta portando avanti il nostro aiuto, sul campo

Questa pagina raccoglie gli aggiornamenti sull'emergenza alluvionale in Nepal e sul percorso del nostro sostegno. La aggiorneremo ogni volta che avremo notizie nuove dal campo.

Aggiornamento del 16 settembre 2026

Simonetta Civran, che guida AGDM, ci ha aggiornati sabato per telefono e ieri per iscritto. Vogliamo condividere con voi, per intero, quello che ci ha raccontato.

I numeri, fino a oggi

AGDM ha già inviato 16.000 € per gli aiuti immediati. Altri circa 30.000 €, ricevuti fino al 15 settembre da tutti i suoi sostenitori, sono destinati alla fase di "Ripresa" - la ricostruzione vera e propria.

Il nostro contributo è parte di questo insieme. Grazie a chi ha donato con noi, abbiamo raccolto 29.597 €. I primi 16.151 € sono partiti verso AGDM due settimane fa. Restano sul nostro conto 13.446 €, che invieremo non appena AGDM ci darà indicazione - andranno anch'essi alla ricostruzione.

Una situazione più dura del previsto

I referenti nepalesi di AGDM descrivono questa emergenza come più difficile persino del terremoto del 2015. Allora, i sopravvissuti potevano darsi da fare da subito: sgomberare, recuperare mattoni e masserizie, costruire ripari, iniziare a ricostruire con le proprie mani. Dopo questa alluvione, invece, quasi tutto è nelle mani del governo, e la popolazione può fare ben poco.

Il fango da rimuovere è immenso. Strade e ponti sono scomparsi. La principale arteria che collega Kathmandu a Pokhara e all'India è interrotta in più punti, perché correva accanto al fiume Trisuli - lo stesso travolto dall'ondata di acqua e fango scesa dal Langtang Lirung, un settemila a nord della capitale. Anche i ponti che collegavano le valli di Gorkha e Arughat sono scomparsi, isolando interi villaggi.

Il governo sta impegnando gran parte delle sue energie e risorse - carburante compreso - per rimuovere il fango e riaprire le strade. A complicare tutto, il monsone: le sue piogge torrenziali hanno respinto, nei giorni scorsi, una delegazione di Apeiron diretta a Rasuwa e Nuwakot per incontrare i partner locali. Accessi difficili, comunicazioni intermittenti: le valutazioni dei bisogni, sul campo, procedono più lente di quanto vorremmo.

Bambini rimasti soli, e una richiesta di pazienza

A Kathmandu sono arrivati molti bambini rimasti orfani. Il governo li sta sistemando in case di accoglienza, ma servirà - AGDM ce lo segnala già ora - un impegno più lungo per seguirli nei loro bisogni e nello studio.

Le organizzazioni nepalesi partner chiedono una cosa, sopra tutte: pazienza. Siamo ancora in piena fase di emergenza, e il governo vuole mantenere il coordinamento centrale dei tanti aiuti che arrivano da tutto il mondo.

Cosa resterà, quando i riflettori si spegneranno

È una cosa che ci ha colpiti, leggendo le parole di Simonetta: sia i problemi lasciati da questa alluvione, sia i bisogni di questo Paese, non si esauriranno in fretta. Per associazioni come AGDM - e come la nostra - c'è ancora molto da fare, ben oltre il momento in cui questa emergenza smetterà di fare notizia.

Un intervento già in corso

Tra le azioni già attivate, 400 materassi, 400 coperte e 400 giacche invernali sono in produzione per la Monviso Nepal Foundation - le scorte del fornitore erano esaurite, e la merce si sta accumulando nei magazzini in vista della distribuzione.

Continueremo ad aggiornare questa pagina, passo dopo passo - con la stessa trasparenza con cui AGDM continua ad aggiornare noi.

 

Aggiornamento del 3 settembre 2026

Simonetta Civran, che guida AGDM, ci ha scritto con un nuovo aggiornamento diretto dal campo.

Due interventi già finanziati, martedì 1 settembre

Attraverso HDCG Nepal, in collaborazione con il presidente del comune rurale di Gosainkunda - una delle aree più colpite dall'alluvione - sono stati inviati fondi di soccorso per 100 famiglie, circa 500 persone. Serviranno per rifornimenti alimentari, materiali per costruire rifugi temporanei, coperte e beni di prima necessità, kit igienico-sanitari e prodotti per la sanificazione dell'acqua.

Attraverso Monviso Nepal Foundation, in collaborazione con altri enti italiani, è stata finanziata una fornitura di abiti, materassi, cuscini, coperte e riso per 400 persone provenienti dalle zone di Rasuwa, attualmente ospitate nel monastero di Gosok Phuntsok Choeling, alla periferia di Kathmandu.

La prossima settimana: dall'emergenza alla ripresa

I fondi che AGDM invierà nei prossimi giorni prenderanno una direzione diversa: il ripristino di scuole e strutture sanitarie, e il rafforzamento della protezione, del supporto psicosociale e della sicurezza di donne e minori.

"Grazie della fiducia in AGDM e della solidarietà che ci avete inviato", ci scrive Simonetta.

 

Aggiornamento del 2 settembre 2026

Nei giorni scorsi il direttivo di AGDM si è riunito per decidere come impiegare i primi fondi raccolti, e ha già finanziato due interventi di soccorso immediato.

Vestiti, scarpe e un piccolo sostegno in denaro per 400 sfollati

Nel quartiere di Kathmandu che ospita il monastero di Gosok Phuntsok Choeling hanno trovato rifugio 400 persone fuggite dalle inondazioni di Rasuwa. Il monastero provvede a cibo e alloggio, ma queste famiglie sono rimaste senza nient'altro. Attraverso Monviso Nepal Foundation - organizzazione che ha coordinato l'intervento insieme ad altre realtà italiane, per un totale di 37.000 € raccolti - AGDM ha contribuito con 4.000 € per fornire abiti, intimo, scarpe e un piccolo sostegno in denaro a testa, per le necessità quotidiane più immediate.

Un pacco di sostentamento per 100 famiglie a Gosainkunda

Nei villaggi di Timure, Syafrubesi e Thulo Syafru, nel comune rurale di Gosainkunda, un centinaio di famiglie tra le più colpite - case distrutte, raccolti perduti, nuclei con anziani, bambini o senza alcuna fonte di reddito - riceveranno un pacco di sostentamento: riso, legumi, olio, sale, coperte, teli, kit igienici e materiali per potabilizzare l'acqua. Il progetto, curato da Hill Development and Conservation Group (HDCG), realtà locale che AGDM conosce da tempo, ha un costo complessivo di circa 11.000 €. AGDM vi ha contribuito con 8.000 €.

Il nostro contributo, insieme a quello di altri sostenitori italiani, ha permesso ad AGDM di muoversi subito, senza aspettare.

E ora: dall'emergenza alla ripresa

Con i prossimi fondi in arrivo, AGDM vuole passare a una seconda fase - non più solo l'emergenza immediata, ma i primi passi della ricostruzione. Sul tavolo ci sono due proposte, arrivate da Apeiron e da Prayas Nepal: il ripristino delle scuole danneggiate e il recupero delle strutture sanitarie, con le relative forniture. Sono i progetti su cui contiamo di destinare la parte restante della raccolta, non appena i tempi e i dettagli saranno definiti.

 

Aggiornamento del 1 settembre 2026

In questi giorni abbiamo avuto modo di conoscere meglio chi sta portando avanti, sul campo, il vostro contributo.

I fondi raccolti passano attraverso l'Associazione Giuliano De Marchi per il Nepal (AGDM), guidata da Simonetta Civran. È nata nel 2012 per ricordare Giuliano De Marchi - medico e alpinista bellunese, marito di Simonetta - e il suo primo impegno è stato un ambulatorio pediatrico nella città di Kirtipur.

Dopo il terremoto dell'aprile 2015, AGDM ha spostato il proprio raggio d'azione verso le popolazioni colpite dal sisma: la costruzione e l'avvio di edifici scolastici, presidi sanitari e sociali, la ricostruzione di un ponte in legno distrutto dal terremoto, viveri e beni di conforto per gli abitanti delle vallate coinvolte. Ha contribuito inoltre al miglioramento strutturale dell'Ospedale di Kirtipur, e ha avviato un progetto di screening oculistico - con fornitura di occhiali - per la popolazione non abbiente del distretto.

Un lavoro continuativo di oltre dieci anni, non un intervento nato con questa emergenza.

Per l'alluvione, AGDM sta lavorando con due partner nepalesi di lunga data - Apeiron e Prayas Nepal - per capire come muoversi con la massima efficienza, evitando che gli interventi si sovrappongano. Ha scelto di non far passare i fondi attraverso il canale governativo, per l'incertezza legata al recente cambio di governo nel Paese: preferisce canali e persone che conosce da anni, di cui può rispondere in prima persona.

Ieri ci ha scritto anche Sandro De Col, socio fondatore del direttivo di AGDM, per ringraziarci personalmente del nostro contributo e raccontarci, nel dettaglio, la storia dell'associazione che state sostenendo. Un gesto che dice molto dell'attenzione e della trasparenza con cui AGDM sta gestendo questa raccolta.

A oggi abbiamo raccolto insieme oltre 12.000 €. I nostri 2.500 € sono già stati inviati ad AGDM; il resto della raccolta partirà non appena avremo indicazioni sui tempi più utili per consegnarlo.

 

Aggiornamento del 31 agosto 2026

Il bilancio dell'alluvione continua a salire: si contano ormai oltre 660 morti tra Nepal e Tibet, e centinaia di persone risultano ancora disperse.

Il nostro contributo passa attraverso l'Associazione Giuliano De Marchi (AGDM), guidata da Simonetta Civran. Non è un ente qualunque, e non è nata ieri: AGDM esiste dal 2015, fondata da un gruppo di amici in memoria di Giuliano De Marchi - medico, alpinista, morto sull'Antelao nel 2009, che sognava di aiutare da pensionato gli abitanti dei villaggi più remoti del Nepal. Da allora, AGDM lavora in quella terra senza interruzioni: scuole, un ambulatorio, un asilo, il sostegno diretto a famiglie e bambini.

In questi giorni Simonetta ha contattato tre realtà nepalesi con cui AGDM collabora da anni, per capire come si stavano muovendo di fronte all'emergenza: PRAYAS Nepal, Hill Development and Conservation Group Nepal e Apeiron. Ha ricevuto risposte dettagliate e trasparenti da tutte e tre. Il direttivo di AGDM sta ora decidendo come distribuire al meglio il sostegno tra loro, per far arrivare l'aiuto dove serve di più.

Con lo stesso approccio che riconosciamo anche nostro - umano, caldo, ma allo stesso tempo rigoroso e professionale - AGDM ha scelto di non far passare i fondi attraverso il canale governativo nepalese: troppa incertezza, in un momento di grande instabilità, su dove finiscano davvero i fondi pubblici. Meglio i canali che conosce da anni, di cui può rispondere in prima persona.

Fabio Bertocchi
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