È arrivato Il fiore dell'Uganda

La storia di una vaniglia che cambia le regole del gioco

Casa Costa Foundation nasce dall'ospitalità. Nasce dall'idea che accogliere persone crei relazioni e che dalle relazioni nasca la possibilità di cambiamento vero che si moltiplica nei territori, che costruisce competenze durature.

Questo è il nostro modello. È quello che abbiamo sperimentato per 15 anni in Uganda, ed è quello che oggi portiamo anche in Italia.

La storia della vaniglia ugandese è l’esempio perfetto di come tutto ciò trovi rappresentazione concreta.

Quando tutto iniziò…

Nel 2011 abbiamo iniziato a lavorare con l’Associazione Gruppi Insieme si può in Central Uganda, nell'area di Mukono. Insieme abbiamo sostenuto una trentina di piccoli produttori, esclusi dalla filiera di valore, nella coltivazione della vaniglia sotto il coordinamento della fattoria dimostrativa Ssesibwa. Nelle annate migliori producevano 70 kg. Poco, pochissimo se si pensa che l'Uganda è uno dei principali produttori di vaniglia al mondo, insieme al Madagascar e altri paesi.

Ma era l'inizio di qualcosa che conteneva già i tre pilastri del nostro operato: soil (suolo), soul (anima), society (società).

Soil – La terra e la sua dignità (mancata)

La vaniglia è la seconda spezia più costosa al mondo dopo lo zafferano. Nel 2023 un chilo veniva venduto a una media di 250 dollari. In Uganda è coltura strategica nazionale dal 2018.

Eppure chi la coltiva vive in povertà.

Il problema non è la terra. Il problema è che i coltivatori vendono senza sapere quanto vale il loro prodotto. Gli unici laboratori per l'analisi della qualità appartengono alle compagnie acquirenti. Arriva un broker, ti dice "la tua vaniglia vale questo" e tu non hai strumenti per verificare. Non hai alternative, perché devi comunque garantirti un reddito e non puoi rischiare di deteriorare quanto hai raccolto.

Quando la conoscenza della terra non appartiene a chi la lavora, la terra non può generare dignità.

Soul – La cultura che crea di più per tutti

Il 70% di chi coltiva vaniglia in Uganda sono donne. Sono loro che gestiscono le risorse economiche della famiglia. Sono loro che decidono se mandare i figli a scuola, se comprare medicine, se migliorare la casa.

Quando si sostiene la formazione di queste donne non si sta facendo beneficenza. Si sta investendo in competenze che si moltiplicano. Una donna formata forma altre donne. Una cooperativa che sa leggere le analisi di qualità della vaniglia insegna ad altre cooperative. Un sapere locale che si affina diventa patrimonio culturale.

È lo stesso principio che applichiamo anche nel lavoro con le comunità dell'Alto Adige e della Val d'Orcia: perché quando le competenze circolano, si rafforzano e creano identità e beneficio diffuso.

Society – Le regole del gioco

L’Associazione Gruppi Insieme si può, nostro partner da 15 anni, ha costruito il Progetto VANI-COOPS (Promozione dei diritti e delle competenze dei coltivatori di vaniglia in Uganda), finanziato nel 2025 dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS.

Noi sosteniamo e siamo parte di questo progetto perché rappresenta esattamente il modello in cui crediamo: cambiare le regole di una filiera ingiusta attraverso tre azioni concrete.

Primo: allestire il primo laboratorio indipendente per l'analisi della vaniglia presso l'Università Makerere, a Kampala. Il primo laboratorio in Uganda che non appartiene alle compagnie acquirenti. Ora le cooperative possono sapere – prima di vendere – quanto vale davvero la loro vaniglia. Possono dire "no" a un prezzo ingiusto. Questa è dignità contrattuale.

Secondo: attivare percorsi formativi per 2.845 coltivatori – il 70% donne e giovani. Non formazione generica. Formazione su buone pratiche agricole, tecniche di post-raccolta, controllo qualità, sostenibilità ambientale. E formazione sui diritti del lavoro, insieme all'International Labor Organization, per contrastare il lavoro minorile nella filiera.

Terzo: avviare con la Makerere University una ricerca su nuove pratiche di intercropping, coltivazioni miste che permettano ai coltivatori di diversificare. Se il prezzo della vaniglia crolla, devono avere alternative. Devono poter coltivare altre colture che garantiscano un reddito stabile.

Il progetto VANI-COOPS avrà una durata di 36 mesi e raggiungerà oltre 22.000 beneficiari in alcuni distretti dell’Uganda centro-meridionale con elevata vocazione per la coltivazione di vaniglia. Fra le Cooperative di coltivatori coinvolte si sarà anche la Cooperativa Ssesibwa, nata anni fa con il nostro sostegno come fattoria dimostrativa. L’Associazione Gruppi Insieme si può coordina sul campo. Noi come Casa Costa Foundation mettiamo risorse, visibilità e la nostra rete, a partire dalla collaborazione con PETER'S TeaHouse Pompadour, per portare questa vaniglia sul mercato italiano ed europeo di fascia alta, con un evento di alto livello che favorisca l’incontro fra i produttori ugandesi e gli utilizzatori della vaniglia del nostro territorio, e italiani in genere, in un contesto di sostenibilità e responsabilità sociale.

Il modello: dalla terra alla tazza

Quello che si sta costruendo in Uganda è un modello di filiera trasparente.

Competenze verificate. Qualità certificata da laboratori indipendenti. Prezzo giusto basato su dati oggettivi. Consumatori consapevoli che sanno cosa stanno comprando e perché.

Due giorni fa è stato lanciato "Il fiore dell'Uganda", il nuovo tè nero alla vaniglia di PETER'S TeaHouse Pompadour, fatto con la vaniglia di queste cooperative.

È un tè che intreccia il gusto delicato e dolce della vaniglia con l'intensità del tè nero. Una miscela avvolgente, nata dall'incontro tra la forza del tè e la dolcezza speziata della vaniglia ugandese.

Lo trovate in vendita nelle nostre quattro Case – Hotel La Perla e Berghotel Ladinia a Corvara, Hotel La Posta a Bagno Vignoni, Alpine Hotel Gran Fodà a San Vigilio di Marebbe – e potete acquistarlo online. È la prova concreta che questo modello funziona. Funziona in Uganda. E può funzionare ovunque ci sia la volontà di costruire filiere dove l'eccellenza nasce dalla cura della terra e delle persone che la abitano.

Questo è il tipo di economia che vogliamo sostenere: un'economia che rigenera, crea legami autentici e moltiplica valore a beneficio di tutti. Non beneficenza, ma scambio. Non assistenza, bensì competenze concrete.

Perché lo facciamo

Casa Costa Foundation è nata nel 2007 per volontà di Michil Costa. Oggi concentriamo i nostri progetti principalmente in Italia – Alto Adige e Toscana – ma la vaniglia ugandese resta. Resta perché è il prototipo perfetto di quello che vogliamo fare anche qui. Resta perché dimostra che quando università, cooperative, organizzazioni non profit, aziende e fondazioni lavorano insieme, si possono cambiare le regole del gioco.

Resta perché ci ricorda che l'ospitalità non è solo accoglienza. È relazione. È scambio. È la possibilità di usare le nostre risorse – competenze, reti, visibilità – per creare valore che dura.

E oggi…

Quei 70 kg di vaniglia di quindici anni fa oggi stanno diventando cooperative organizzate, coltivatori formati, un laboratorio che serve migliaia di persone. E già oggi sono diventati un tè che potete assaggiare, sapendo che dietro c'è una storia di giustizia.

Nei prossimi mesi vi racconteremo come stiamo applicando questo modello in Alto Adige e in Toscana. Vi mostreremo i progetti territoriali, le persone, le filiere che stiamo costruendo.

Intanto, assaggiate un tè nero alla vaniglia che sa di futuro. E se volete saperne di più, venite a trovarci in una delle nostre Case. Abbiamo altre storie da raccontarvi.

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