Le donne zafferano

Intorno al fiore dello zafferano, in una terra martoriata dalla guerra, stanno germogliando nuove vite e nuove speranze. Ecco in breve alcune storie che riguardano le donne che lavorano al progetto pilota per la coltivazione dello zafferano nei campi vicino a Herat, in Afghanistan. Donne che lottano per ottenere quell’emancipazione sempre negata da un regime maschilista, retrogrado e violento, a cui abbiamo cambiato nome per ragioni di sicurezza.

Azar
Non è potuta andare a scuola, come accade alla maggior parte delle donne afghane. Dell’università nemmeno parlarne. È tristemente noto, le donne in Afghanistan sono l’ultima ruota del carro. Quindi per lei è difficile trovare un lavoro. Qualsiasi lavoro che le permetta un minimo di sussistenza. Ha perso il marito, ucciso in un terribile scontro a fuoco fra i talebani e le forze straniere vicino a Herat. Ha venticinque anni e quattro figli. Altra condizione comune fra le donne di questo paese: avere figli, a volte senza nemmeno sapere perché, e soprattutto senza avere nulla per mantenerli. Cerca di barcamenarsi lavorando nei campi del suo villaggio. Di andare in città nemmeno parlarne. E con che soldi? Quando ha sentito parlare tramite un parente del progetto dello zafferano si è immediatamente iscritta. Questa iniziativa è per lei un'occasione d'oro per cambiare la vita. Nonostante viva lontano dai campi dedicati alla coltura dello zafferano e sia molto difficile per lei gestire casa e lavoro contemporaneamente, è determinata ad apprendere il metodo di piantagione e a continuare a lavorare in questo campo anche dopo, quando il progetto terminerà.

 

Baseema

Si è sposata molto giovane, come spesso accade qui. Adesso ha cinquant’anni e vive nella città di Herat con i nove figli. Il marito aveva un piccolo negozio ed è morto durante uno spostamento per reperire delle merci: lungo la strada uno scontro fra bande Jehadi non lo ha risparmiato. La donna si è ritrovata sola e in condizioni economiche disastrose. Nonostante tutto, dopo la caduta dei talebani, è riuscita a trovare lavoro come donna delle pulizie in un ufficio e a mandare a scuola i figli. Alcuni di loro adesso fanno l’università. La forza delle donne non ha eguali. Purtroppo alcuni anni fa ha smesso di lavorare a causa dell’età e la sua famiglia è di nuovo in difficoltà finanziarie. Si è iscritta al progetto zafferano perché vede una nuova opportunità per i figli più piccoli che presto finiranno la scuola. Dare loro la possibilità di continuare a studiare e avere così un futuro migliore non è solo una necessità, piuttosto una condizione indispensabile a ci non si può rinunciare.

 

Faatin

Cinque figli a carico e un marito malato che non può lavorare. E un’età che in Afghanistan non aiuta: a cinquantadue anni si è già fuori dal quel misero mercato del lavoro riservato alle donne. La figlia maggiore potrebbe andare all’università, ma i soldi non ci sono. Altri due figli stanno terminando la scuola. Anche loro vorrebbero andare all’università. Ma come fare? Ed ecco che lavorare nel progetto zafferano le ha dato l'opportunità di cui aveva disperatamente bisogno. Con i guadagni sua figlia potrà iniziare l’università in primavera e i figli oggi hanno qualche speranza in più di continuare gli studi.

 

Haifa

Vive in un villaggio vicino a Herat con il marito e due bambini piccoli. Ha venticinque anni. Il marito guadagna un euro e venti centesimi al giorno trasportando merci sul suo carro trainato da un asino. Per aiutare il marito, la giovane donna ha lavorato nei campi guadagnando però ancora meno. Quando ha saputo del progetto zafferano non ha esitato un attimo a fare richiesta per aderire. E adesso la sua vita sta cambiando. In meglio.

 

Kareema

Un marito infermo e una montagna di debiti: questa la dura realtà di una donna che a cinquantadue anni si ritrova con sette figli e un futuro a dir poco incerto. La schiena del marito richiede continue cure e lei, causa l’età, non riesce più a trovare una sistemazione. Alcuni figli lavorano, ma non basta. Con il progetto zafferano si aprono nuove e insperate possibilità. Per questo la donna ha aderito con entusiasmo e passione. A volte, è proprio il caso di dirlo, basta poco per cambiare la vite delle persone.

 

Iman

Il padre morto dopo anni di malattia quando lei era piccola. La mamma anziana che non riesce più a lavorare. A diciannove anni si ritrova con sei fra fratelli e sorelle. Nessuno di loro però è abbastanza grande per lavorare. Ed ecco che il progetto zafferano diventa un’opportunità non solo per risolvere i problemi immediati, ma per guardare il futuro con rinnovata speranza. Con la formazione ricevuta la ragazza spera di avviare una piccola impresa. Giovani imprenditrici crescono, anche in Afghanistan.

 

Nada

È la più anziana di cinque figli. E ha solo ventiquattro anni. Suo padre è contadino e sua madre è casalinga. Vivono in un villaggio in estrema povertà. A diciotto anni rifiuta le offerte di matrimonio e decide di continuare gli studi e di aiutare le sue sorelle più giovani a ottenere un'istruzione. Sfortunatamente, le difficoltà finanziarie della famiglia non le permettono di proseguire gli studi. Cerca un lavoro in città senza fortuna. Determinata a fare l’università, inizia a insegnare in alcune classi di bambini delle scuole del villaggio cercando di risparmiare il denaro per sostenere le spese universitarie. Ora, lavorando nel progetto zafferano, spera di realizzare il suo sogno di diventare giornalista e ottenere in futuro un lavoro dignitoso per prendersi cura della sua famiglia.

 

Najla

Nata e cresciuta in un villaggio della provincia di Herat, a trentaquattro anni si ritrova con un marito e sette figli. Fortunatamente il marito lavora, ma non basta. Anche lei deve dare una mano e si trasferisce in città a lavorare come donna delle pulizie. Quando ha saputo del progetto zafferano ha immediatamente fatto richiesta. Ora gestisce il suo lavoro ed è felice perché insieme ai fiori germogliano nuove prospettive.

 

Rafa

Una grande famiglia composta da dieci persone. La madre casalinga e il padre disabile che non può lavorare. Lei ha diciassette anni e si è appena sposata e non ha figli. Ha però sette fratelli più piccoli di cui deve prendersi cura. Vive vicino ai campi del progetto zafferano e ci lavora fin dagli inizi. Le componenti del comitato femminile del progetto non hanno mai smesso di incoraggiarla a continuare gli studi, terminare la scuola e frequentare l'università. Con la prospettiva dei guadagni relativi al progetto zafferano, la giovane ragazza ha deciso di intraprendere le scuole superiori. Anche se la ragione principale per cui ha aderito a questo progetto è stata quella di aiutare la sua famiglia numerosa e povera, ben sapendo, però, che con un’istruzione migliore può ottenere un lavoro migliore.

 

Safiya

A diciotto anni sa appena leggere e scrivere. Non può ottenere un'istruzione superiore perché il religioso locale ha convinto il padre a non farle continuare gli studi. Ha tre sorelle e un fratello. Il padre di recente si è ammalato e ha smesso di lavorare. Così la ragazza non ha altra scelta: deve lavorare per mantenere la famiglia. Ma nel villaggio non c'è lavoro per le donne. Come ha saputo del progetto zafferano si è registrata. E adesso che qualche guadagno c’è, vuole aiutare le sorelle mandandole a scuola e finire lei stessa gli studi. Anche se non è più in età scolare, ha deciso di iniziare la scuola superiore e immaginare così un futuro diverso da quello tracciato dal religioso locale.

 

Taahira

Il marito è un contadino che lavora in terreni di cui non è proprietario. Ha sette figli, quelli più grandi aiutano il padre, orami anziano e debole. Di scuola, non se ne parla nemmeno. La loro vita è fatta di stenti e povertà. Vivono in un piccolo villaggio vicino alla terra in cui si è sviluppato il progetto zafferano. Per la donna, che ha quarantacinque anni, si aprono nuove e insperate prospettive.

 

Yamha

Diciannove anni, dei quali la maggior parte trascorsi in Iran. A causa della sua nazionalità afghana, le è stato impedito di andare a scuola ed è ancora analfabeta. Suo padre è morto quando era molto giovane e sua madre ha dovuto lavorare duramente per mantenere una famiglia di sette persone. Tornati in Afghanistan, la ragazza ha saputo del progetto zafferano e ha intrapreso così una nuova vita, che sa di speranze mai immaginate fino ad ora.

 

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