Buoni e Cattivi
Italia
C'è un ristorante a Cagliari dove il cibo è buono — da guida Slow Food — e dove ogni piatto racconta un percorso. Una persona che ha imparato un mestiere partendo da zero, o quasi.
Chi sono
Buoni e Cattivi è un'impresa sociale nata nel 2016 dalla Fondazione Domus de Luna, che lavora in Sardegna dal 2005 nei contesti di disagio più profondi. Il nome viene da una canzone che i ragazzi del carcere minorile cantavano spesso in quegli anni. Con un piccolo cambio — dalla "o" alla "e" — il senso si trasforma: non più una scelta tra due opposti, ma un riconoscimento. In tutti noi c'è un po' dell'uno e un po' dell'altro.
Da quella consapevolezza nasce un luogo di ristorazione dove persone con storie molto diverse — giovani con disabilità, ragazzi usciti dal circuito penale, madri in percorso di autonomia, rifugiati — imparano un mestiere e lo esercitano con professionalità vera. Oggi gestiscono tre ristoranti tra Cagliari e l'Oasi WWF di Monte Arcosu, con oltre 80 lavoratori attivi e più di 300 persone formate dal 2012.
Come funziona
Casa Costa Foundation ETS finanzia due tirocini annuali per ragazzi in condizione di svantaggio, inseriti nelle strutture dei Buoni e Cattivi. Dodici mesi ciascuno, costruiti con i tutor della cooperativa, misurati nel tempo.
Non è un contributo generico: è un investimento su percorsi individuali. Abbiamo scelto questa forma perché crediamo che il tirocinio — quando è serio, accompagnato, pensato per la persona — sia uno degli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione. E i Buoni e Cattivi sanno farlo. Lo fanno da quindici anni.
Perché lo facciamo
Casa Costa Foundation opera principalmente in Alto Adige e in Toscana. Sostenere un progetto in Sardegna non è un'eccezione: è un'estensione naturale.
Il turismo rigenerativo non ha confini regionali. Ciò che Domus de Luna ha costruito a Cagliari e nell'Oasi di Monte Arcosu — un modello in cui cura delle persone, cura del territorio e qualità dell'accoglienza si tengono insieme — parla la stessa lingua del progetto che stiamo costruendo noi in Val Badia e in Val d'Orcia.
Non duplicare, non sostituire: contaminare. Portare idee e pratiche da un territorio all'altro. Capire cosa succede quando mondi lontani si guardano e si riconoscono.