Casa libera tutti!
Italia
Uscire dalla violenza significa anche imparare a ricostruire una quotidianità. Per le donne e i loro bambini accolti nella casa di seconda accoglienza gestita dal Centro Antiviolenza Donna Amiata Val d'Orcia, questo passaggio richiede tempo, spazi adeguati e un accompagnamento educativo che restituisca normalità a vite segnate dal trauma. Casa Costa Foundation sostiene questo percorso di autonomia.
Nel territorio della Val d'Orcia e dell'Amiata, dove anche Casa Costa Foundation è presente, esiste una realtà che dal 2010 lavora ogni giorno per offrire protezione e dignità alle donne vittime di violenza: il Centro Antiviolenza Donna Amiata Val d'Orcia.
Una rete di operatrici volontarie, avvocate e psicologhe che garantisce ascolto, consulenza legale e psicologica, accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza. Un lavoro capillare fatto di presenza costante, competenza e rispetto assoluto della riservatezza.
Oltre l'emergenza: la casa come spazio di ricostruzione
Ma uscire dalla violenza non significa solo trovare protezione immediata. Significa ricostruire una quotidianità, recuperare autonomia, reimparare a progettare il futuro.
Per questo esistono le case di seconda accoglienza: spazi dove le donne che hanno già affrontato l'emergenza possono fermarsi il tempo necessario per ritrovare equilibrio e indipendenza. Luoghi che non sono semplici rifugi, ma vere case dove ricominciare.
La struttura gestita dal Centro Antiviolenza DAV in collaborazione con l'Associazione Amica Donna accoglie fino a due nuclei familiari: donne con i loro figli, spesso piccoli, che hanno alle spalle storie di violenza psicologica, fisica, economica.
Qui possono restare fino a sei mesi, in un appartamento dotato di camere da letto, cucina comune, spazi per vivere una quotidianità il più possibile normale. È un passaggio fondamentale: la donna acquista indipendenza in molti aspetti della vita, i bambini sperimentano routine sicure, lontane dalle tensioni e dalle paure che hanno segnato i loro primi anni.
I minori: ricostruire fiducia e normalità
Per i minori ospiti della casa, questo tempo rappresenta una possibilità preziosa. Sono bambini e ragazzi che hanno vissuto la violenza in casa, che hanno visto e subito. Hanno bisogno di ritrovare una normalità fatta di piccole cose: andare a scuola con serenità, giocare, avere uno spazio proprio, essere seguiti nei compiti, partecipare ad attività ricreative.
Abbiamo chiamato questo progetto "Casa Libera Tutti!" perché è proprio questo che vogliamo: che quella casa diventi la tana sicura da cui gridare che la paura è finita, che si può uscire, che si può ricominciare a giocare. Una casa che libera le mamme dalla violenza e i bambini dall'incubo. Libera tutti, davvero.
Per questo il Centro Antiviolenza attiva figure professionali specifiche – educatori, psicologi, pedagogisti – che lavorano con loro per ricostruire fiducia e sicurezza. L'accompagnamento educativo non è un di più, è parte essenziale del percorso di uscita dalla violenza per l'intero nucleo familiare.
Ma perché una casa di seconda accoglienza funzioni davvero servono anche le cose concrete: beni di prima necessità, materiali ludici e didattici per i bambini, la manutenzione degli spazi, i mobili, le suppellettili. Servono risorse per garantire che quella casa sia davvero accogliente, che non manchi nulla, che le donne e i loro figli possano concentrarsi sulla ricostruzione senza preoccuparsi del resto.
Perché Casa Costa Foundation sostiene questo progetto
Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché riconosciamo nel lavoro del Centro Antiviolenza DAV un approccio che condividiamo profondamente: l'accoglienza come pratica di dignità, non di assistenzialismo.
Come chi sa cosa significa aprire le porte e prendersi cura delle persone, comprendiamo il valore di uno spazio che non sia solo funzionale, ma caldo, attento, capace di far sentire al sicuro. Una casa dove sia possibile ricominciare.
Il nostro contributo sosterrà sia il supporto economico diretto ai minori ospiti della struttura – garantendo materiali educativi, attività ricreative, beni di prima necessità – sia la campagna di sensibilizzazione che il Centro Antiviolenza porta avanti nel territorio per far conoscere i propri servizi e continuare il lavoro di prevenzione culturale contro la violenza di genere.
Un lavoro di competenza e umanità
Sappiamo che il lavoro del Centro Antiviolenza DAV è fatto di competenza, formazione continua, rete con altri centri e istituzioni. Sappiamo che le operatrici e le professioniste coinvolte operano con rigore e umanità. E sappiamo che i risultati si misurano in vite che ripartono, in bambini che tornano a sorridere, in donne che ritrovano la propria forza.
Negli ultimi due anni la casa di seconda accoglienza ha ospitato cinque donne con otto figli e due donne sole. Dietro questi numeri ci sono percorsi individuali, storie diverse, ma una possibilità comune: quella di ricostruire autonomia e autodeterminazione in un luogo protetto, accompagnati da persone competenti e rispettose.
Sostenere questo progetto significa per noi contribuire a un pezzo essenziale del welfare territoriale, a un servizio che non dovrebbe mai mancare in nessuna comunità. Significa riconoscere che l'ospitalità, quella vera, si misura anche nella capacità di una comunità di prendersi cura di chi è più vulnerabile. E significa onorare il territorio in cui operiamo, sostenendo chi ogni giorno lavora perché nessuna donna debba sentirsi sola di fronte alla violenza.