Cooking Class No Waste

Anno avvio del progetto
2025
Partner
Bancarela dl Mangé e Dormizil
Stato
In corso
Contributo
125 kg cibo donato
Mappa
Mappa cuore Italia Italia

Dal recupero delle eccedenze alimentari al sostegno della comunità locale. In un albergo, quando finisce un servizio in cucina, ci sono sempre ingredienti che non sono stati utilizzati. Pane, verdure, preparazioni di qualità. Cosa farne allora? Abbiamo trovato una risposta che unisce formazione, rispetto per l'ambiente e sostegno alla comunità.

Da dove nasce l'idea

C'è un momento, alla fine di ogni servizio in cucina, in cui ci si guarda intorno e si fa i conti con ciò che resta. Pane che non è arrivato in tavola. Verdure preparate con cura ma rimaste nel cassetto. Preparazioni che aspettavano il loro momento, ma quel momento non è arrivato.

Non sono scarti. Sono ingredienti di qualità, spesso frutto di ore di lavoro, che raccontano la stessa storia di eccellenza di tutto ciò che è stato servito. Eppure, troppo spesso, finiscono per essere considerati "avanzi". E se invece fossero un'opportunità?

Da questa domanda nasce Cooking Class No Waste, un progetto che abbiamo costruito insieme allo chef Simone Cantafio del ristorante stellato La Stüa de Michil e che rappresenta il modo in cui Casa Costa Foundation ETS vuole lavorare insieme a Casa Costa 1956: unendo responsabilità ambientale, crescita delle persone e solidarietà verso la comunità e il territorio.

Come funziona concretamente

Durante la stagione invernale organizziamo quattro pomeriggi speciali, ogni secondo mercoledì del mese. Lo chef Simone apre la sua cucina - non agli ospiti, ma a tutto lo staff di Casa Costa 1956. Chiunque voglia esserci può partecipare: chi lavora in cucina e chi sta alla reception, chi serve in sala e chi si occupa di amministrazione.

Insieme prendiamo le eccedenze del ristorante e le trasformiamo in ricette della tradizione: canederli con il pane avanzato, zuppe ricche con le verdure rimaste, preparazioni da forno che danno nuova vita a ingredienti che altrimenti andrebbero persi.

La parte più importante viene dopo: tutto quello che prepariamo - proprio tutto - viene confezionato e il giorno successivo consegnato al Banco Alimentare di Badia, la Bancarela dl Mangé, che ogni secondo giovedì del mese distribuisce cibo alle famiglie del territorio che ne hanno bisogno.

Niente rimane. Tutto diventa dono.

Perché lo facciamo: Soil, Soul and Society

Questo progetto nasce dalla strategia che abbiamo chiamato Soil, Soul and Society - tre parole che rappresentano i tre ambiti su cui lavoriamo come Fondazione.

Soil - la terra, l'ambiente. Ogni ingrediente che recuperiamo è un piccolo gesto di rispetto verso le risorse naturali. Dietro quel pane c'è il lavoro di mesi della terra, il sole, l'acqua. Dietro quelle verdure ci sono agricoltori, trasporti, energia. Sprecare cibo non significa solo buttare via un prodotto: significa sprecare tutto quello che è servito per farlo arrivare fino a noi.

Soul - l'anima, la cultura. Le cooking class sono momenti di apprendimento e condivisione. Impariamo tecniche di cucina anti-spreco, scopriamo ricette della tradizione, ma soprattutto ci guardiamo negli occhi mentre impastiamo insieme. Qui non conta se sei chef o manager - si impara tutti insieme, ci si sporca le mani insieme, si costruiscono relazioni che al banco del check-in forse non nascerebbero mai.

Society - la società, la comunità. Alla fine di ogni pomeriggio, quei canederli e quelle zuppe vanno a persone che vivono della Val Badia, che fanno parte della nostra comunità. Non beneficiari lontani, ma vicini di casa. Alcuni forse li incrociamo al supermercato senza saperlo. È il nostro modo di restituire qualcosa al territorio che ogni giorno ci nutre.

Perché partire dalla Stüa de Michil

Abbiamo scelto di iniziare dalla Stüa non per caso. È il ristorante più rappresentativo di Casa Costa 1956, il luogo dove l'identità territoriale e l'innovazione culinaria si incontrano ogni giorno. Ma soprattutto, quando abbiamo proposto il progetto allo chef Simone Cantafio, la sua risposta è stata immediata: "Facciamolo". Non servivano grandi discorsi. C'era la stessa visione, la stessa voglia di fare qualcosa che avesse senso oltre la cucina.

Chiamiamo questo progetto "pilota" perché vogliamo imparare. Vogliamo capire cosa funziona, dove possiamo migliorare, come rendere il modello ancora più efficace. Se l'esperienza ci insegnerà quello che speriamo, il passo successivo sarà estenderlo agli altri ristoranti di Casa Costa 1956 e, perché no, condividerlo con altre strutture del territorio.

Chi lavora con noi

Questo progetto esiste perché diverse persone hanno scelto di lavorare insieme. Casa Costa Foundation ETS coordina tutto e tiene le fila. La Stüa de Michil e lo chef Simone sono il cuore operativo, dove tutto prende forma. Casa Costa 1956 mette a disposizione spazi, tempo e soprattutto le sue persone. Elide Mussner Pizzinini, che si occupa di sostenibilità per Casa Costa 1956, garantisce che tutto sia misurato e allineato con gli obiettivi ambientali e sociali. E poi c'è il Banco Alimentare di Badia, il partner che rende possibile l'impatto sul territorio.

Ognuno con la sua responsabilità, ognuno con il suo contributo essenziale.

Cosa misureremo

Saremo precisi. Vogliamo sapere quanti chilogrammi di eccedenze recuperiamo, quante persone partecipano, quanti pasti equivalenti doniamo alla Bancarela dl Mangé. I numeri ci diranno se stiamo facendo davvero la differenza.

Ma i numeri da soli non bastano. Raccoglieremo anche feedback: cosa hanno imparato i partecipanti, come si sono sentiti, cosa pensa il Banco Alimentare delle preparazioni che riceve, che impatto ha tutto questo sulla cultura di Casa Costa 1956.

Puntiamo a recuperare circa 40-50 chilogrammi di eccedenze nella stagione, con 8-10 persone per ogni sessione. Sono numeri concreti ma non rigidi - vogliamo essere ambiziosi ma anche realistici.

Più di un progetto contro lo spreco

Potremmo dire che Cooking Class No Waste è un'iniziativa di recupero alimentare. E lo è. Ma sarebbe limitante fermarsi lì.

È un modo per dimostrare che responsabilità ambientale, crescita delle persone e solidarietà verso la comunità non sono tre obiettivi separati. Possono camminare insieme, rafforzarsi a vicenda, generare valore che va oltre la somma delle parti.

È un'occasione per lo staff di mettersi alla prova in modo diverso, imparare qualcosa di nuovo, sentirsi parte di qualcosa che ha senso anche fuori dalle mura del proprio lavoro quotidiano.

È un gesto concreto verso le famiglie del territorio che attraversano momenti di difficoltà, fatto non di parole ma di cibo preparato con cura e competenza.

È, infine, un modo per noi di tradurre le nostre intenzioni in azioni tangibili, misurabili, raccontabili.

Le prossime date

Il primo appuntamento è stato mercoledì 17 dicembre 2025. Poi ci ritroveremo il 14 gennaio, l'11 febbraio e l'11 marzo 2026.

Chef Simone sarà lì, con le sue mani che conoscono la cucina e il suo entusiasmo per questa nuova avventura. Lo staff di Casa Costa 1956 sarà lì, pronto a imparare e condividere. Le eccedenze della Stüa saranno lì, in attesa di diventare qualcosa di nuovo.

E noi saremo lì a osservare, lavorare, documentare, imparare. Perché ogni grande cambiamento inizia sempre con un primo passo concreto. E il nostro inizia con il pane di ieri che trova il suo domani.

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