Acqua Sicura per Moroto
Uganda
Protezione e sostenibilità delle risorse idriche a Moroto, Uganda.
A Moroto, nel Karamoja, l'acqua è vita. Ma anche rischio. I pozzi esistono. Le piogge arrivano. Eppure l'acqua spesso non è sicura. Gli animali la contaminano. Le cisterne non ci sono. Chi sa come costruire sistemi idrici sostenibili è rarissimo. Tre interventi concreti. Un solo obiettivo: rendere l'acqua una risorsa protetta, accessibile e gestita dalla comunità.
Chi sono
La St. Kizito Nursery and Primary School Naoi accoglie 600 studenti e 42 tra insegnanti e personale. Si trova a Moroto, capoluogo del distretto omonimo, nel Karamoja — una delle regioni più aride e vulnerabili dell'Uganda. Intorno alla scuola, la comunità dipende da pozzi condivisi con il bestiame. L'acqua che beve un bambino è spesso la stessa che hanno attraversato capre e bovini.
Come funziona
Il progetto lavora su tre fronti simultanei.
Primo: proteggere i pozzi. Costruiamo casseforme per abbeveratoi in calcestruzzo. Strutture semplici, durature. Separano l'accesso degli animali dall'acqua destinata agli esseri umani. Meno contaminazione. Meno malattie.
Secondo: raccogliere l'acqua piovana. Installiamo due cisterne da 10.000 litri presso la St. Kizito. La pioggia non si spreca più. Si raccoglie, si conserva, si usa. Nei periodi di siccità — che al Karamoja non mancano — la scuola avrà una riserva.
Terzo: formare un tecnico locale. Robert Lodonga, 25 anni, viene da Nachele, villaggio vicino a Moroto. Farà un tirocinio in idraulica sostenibile. Imparerà a installare, manutenere e replicare questi sistemi. Quando il progetto finisce, Robert rimane. E con lui, la competenza.
Il nostro sostegno
Casa Costa Foundation ETS sostiene il progetto in collaborazione con il partner locale ISP in Africa. Il budget complessivo è di circa € 4.323. Il progetto non è ancora finanziato.
Perché lo facciamo
Il Karamoja è una delle aree più dimenticate dell'Uganda. L'accesso all'acqua potabile non è garantito. Le malattie trasmesse dall'acqua contaminata colpiscono soprattutto i bambini. Ma il problema non è solo tecnico. È culturale e sistemico: mancano le persone in grado di costruire e mantenere infrastrutture idriche.
Per questo non basta installare una cisterna. Bisogna formare chi la gestirà. Bisogna costruire strutture che durino. Bisogna coinvolgere la comunità fin dall'inizio.
Robert Lodonga non è un beneficiario. È il futuro tecnico di Moroto.