Mattoni per il Futuro
Uganda
A Natapar-Akwangan le lezioni si tengono sotto lamiera e fango. Le pareti cedono al vento. Le latrine non ci sono, o sono incomplete. L’acqua piovana va sprecata. In queste condizioni, stare a scuola è già un atto di resistenza. Noi vogliamo che diventi anche un atto di dignità.
Chi sono
La Natapar-Akwangan Community Primary School si trova nella sottocontea di Loputuk, distretto di Moroto, nella regione del Karamoja. Accoglie 778 studenti — 408 maschi e 370 femmine — con soli 6 insegnanti e 4 volontari. Un insegnante ogni 129 studenti. Le strutture sono costruite dalla comunità stessa, con materiali di fortuna. Non ci sono fondi statali. Non ci sono latrine funzionanti. Non c’è acqua.
Come funziona
Il progetto interviene su due fronti:
Primo: le aule. Costruiamo un padiglione scolastico con due aule didattiche, un ufficio per i docenti e un deposito libri. Strutture solide, conformi agli standard nazionali. Con banchi, sedie e scaffali per 42 posti. Un comitato di studenti — formato dal progetto stesso — si occuperà della cura e della manutenzione.
Secondo: l’igiene. Realizziamo due blocchi di latrine separate per maschi e femmine. Installiamo una cisterna da 5.000 litri per la raccolta dell’acqua piovana e 4 postazioni lavamani in punti strategici del complesso. A completare il tutto: una formazione WASH (Water, Sanitation and Hygiene) per studenti e insegnanti, curata direttamente dal partner locale.
Il nostro sostegno
Casa Costa Foundation ETS realizza il progetto con il partner locale ISP in Africa (Insieme si può Ltd, Kampala), grazie al finanziamento della Provincia Autonoma di Bolzano – Südtirol. Sul campo, il progetto è coordinato da Maruk Christine e seguito tecnicamente da Adupa Gabriel, entrambi dell’ufficio ISP di Moroto. Le costruzioni sono affidate alla Greentech Constructions and Buildings LTD, impresa locale già attiva su progetti analoghi.
Perché lo facciamo
Il Karamoja è una delle regioni più dimenticate dell’Uganda. L’85% della popolazione vive in povertà multidimensionale. Solo il 44% dei bambini è iscritto alla scuola primaria. E di questi, molti non ci vanno davvero: durante i periodi di raccolta, le famiglie hanno bisogno delle loro braccia. Il lavoro minorile è diffuso — nelle miniere di carbone, nei pascoli.
Una scuola sicura e dignitosa non risolve tutto. Ma abbassa le barriere. Invita le famiglie a mandare i figli. Riduce il rischio di abbandono. Dice a 778 bambini che il loro futuro conta.
Per questo costruiamo aule. E latrine. E cisterne. Mattoni, uno alla volta.